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La Nuova Capitale Della Ricerca

L’importanza della ricerca medico scientifica è indiscussa. Si tratta dell’unico modo che ha l’uomo per allungare il tempo medio di vita. In questo l’Italia eccelle per qualità dei cervelli che, purtroppo, negli anni, sono dovuti fuggire all0’estero per trovare terreno fertile per il loro lavoro. Adesso le cose sono cambiate e lo dimostra Pisa, diventata capitale della ricerca secondo quanto riportato dai media in questi giorni.

I convegni di Pisa

Si è svolto gli scorsi 16 e venerdì 17 settembre alla Stazione Leopolda il “2nd International Masterclass on Proctology and Pelvic Floor Diseases”. Si è trattato di un convegno che ha visto la partecipazione di oltre 150 esperti, di cui un terzo provenienti da paesi europei ed extraeuropei:

L’iniziativa, patrocinata dal Comune e organizzata dal dottor Gabriele Naldini, Direttore del Centro Clinico Multidisciplinare Proctologia e Pavimento Pelvico della Aoup e dal professor Tommaso Simoncini, professore ordinario di Ginecologia e ostetricia dell’Università di Pisa e direttore dell’unità operativa complessa di Ostetricia e ginecologia universitaria 1 dell’Aoup, è stata presentata nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Gambacorti.

Le dichiarazioni

Tutto questo significa che la nuova capitale della ricerca è nel nostro paese e, più precisamente, è in Toscana. In merito il sindaco di Pisa Michele Conti ha detto:

E’ stato un onore e un orgoglio che per due giorni, all’ombra della Torre, si siano riuniti circa 150 tra medici, professori ed esperti provenienti da tutto il mondo. Un convegno che conferma ancora una volta Pisa come una delle principali capitali internazionali della ricerca medica e scientifica e rappresenta, dopo lo stop forzato dovuto alla pandemia, l’occasione per rilanciare in città il turismo congressuale, una risorsa fondamentale che contribuisce ad ampliare e qualificare l’offerta turistica di Pisa.

Il Presidente del Consiglio Comunale Alessandro Gennai ha aggiunto:

Si tratta di un evento internazionale dall’alto valore scientifico che segna il ritorno agli incontri in presenza dopo i lunghi mesi della pandemia. Come amministrazione abbiamo il dovere di sostenere questo genere di iniziative.

La stampa ha fatto notare che l’evento è stato caratterizzato da tavole rotonde interattive e che tutti i partecipanti hanno la possibilità di partecipare attivamente alla discussione, rispondendo a domande specifiche attraverso supporti digitali. Non solo. Una sessione specifica è stata dedicata alla robotica con la presentazione dei risultati di un studio internazionale, promosso da Naldini e Simoncini, sull’utilizzo della tecnologia robotica nelle patologie complesse del Pavimento Pelvico.

Gli argomenti trattati

In questo evento nel cuore pulsante della capitale della ricerca è intervenuto anche Gabriele Naldini, Direttore del Centro Clinico Multidisciplinare Proctologia e Pavimento Pelvico della Aoup:

Gli argomenti trattati sono di grandissima attualità. Sono infatti sempre di più le richieste di prestazioni di alto livello per risolvere patologie di grande impatto sulla qualità di vita delle persone che ne sono colpite. Nonostante tutte le difficoltà legate alla pandemia siamo riusciti ad organizzare questo congresso con il quale si riapre una stagione di incontri internazionali in presenza.

Le caratteristiche del convegno

E’ stato seguito un approccio multidisciplinare, filosofia che nella capitale della ricerca non è nuova già da alcuni anni. Proprio a Pisa, infatti, è nato il primo centro clinico multidisciplinare interamente dedicato alle malattie proctologiche e alle disfunzioni del pavimento pelvico. Il congresso ha ottenuto il patrocinio del comune di Pisa e delle più importanti associazioni chirurgiche internazionali.

Questo significa che avere nel nostro territorio la capitale della ricerca invertirà quanto prima il flusso della fuga dei cervelli all’estero dando ai nostri (talentuosi) figli l’opportunità di sviluppare e far crescere il loro talenti supportati dalla vicinanza della loro famiglia e dei loro affetti. Che ci sia qualità tra i giovani ricercatori italiani è fuori dubbio e riconosciuto in tutto il globo. E’ altrettanto vero che ci sono oggettive difficoltà di lingua rispetto ai loro coetanei che, così, potrebbero perdere di effetto.

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