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Riapertura Bar E Ristoranti

Siamo nel pieno della Fase 2 ed è bene capire come sarà la ripartenza dell’Italia dopo il lockdown. Non è facile e i danni alla salute (e al tessuto sociale) sono da contestualizzare con quelli economici che pur sempre vittime mietono. Immaginate cosa significhi avere un’attività che da ormai tre mesi mantiene vivi i costi (perché posticiparli non significa annullarli) ma non ha più alcun tipo di entrate. Ecco perché è di grande interesse nazionale il tema della riapertura dei bar e ristoranti. Iniziano a trapelare le prime informazioni concrete.

La posizione delle Regioni

Sulla riapertura dei bar e ristoranti le Regioni hanno le idee chiare: riaprire subito tutto quello che si può. Lo chiedono con insistenza i presidente di Regione e alcuni cercano già di agire. Si parte da Bolzano e da tutto l’Alto Adige dove hanno già riaperto parrucchieri, bar e ristoranti, come previsto dalla legge provinciale approvata la scorsa settimana. Non solo:

I saloni stanno ricevendo i primi clienti con orario prolungato, in alcuni casi dalle 7 alle 21, per smaltire le lunghe liste d’attesa. Secondo le direttive provinciali, i parrucchieri indossano mascherine Ffp2, per i clienti basta una mascherina qualsiasi.

Entrando nello specifico, la riapertura dei bar e ristoranti passa da un periodo di attività con asporto per poi sfociare nel servizio ai tavoli con una distanza minima di due metri fra un tavolo e l’altro e obbligo di mascherina.

Di chi sarà la responsabilità

La responsabilità della riapertura dei bar e ristoranti sarà delle Regioni e lo ha chiarito il Ministro Boccia con queste parole:

Spero che con la differenziazione territoriale possano riaprire ovunque e poi sarà responsabilità delle singole Regioni regolarsi. Se i contagi andranno giù potranno riaprire anche altre cose. Se i contagi saliranno su dovranno restringere. E sarà più facile per tutti responsabilità e doveri.

L’ordine regionale della riapertura dei bar e ristoranti

Dopo l’Alto Adige a ripartire con le attività commerciali saranno le altre Regioni. Il via libera arriverà da Conte nella videoconferenza con i ministri Boccia, Speranza e i governatori anche e soprattutto alla luce dei buoni dati sul contagio. L’indice di contagio da Coronavirus non è mai andato oltre lo 0,7, un range sufficiente per potere premere il tasto play. A metà settimana saranno quindi rilasciati i protocolli di sicurezza elaborati dal Comitato tecnico scientifico, quindi verrà firmato un nuovo dpcm che consentirà le riaperture sull’intero territorio nazionale di bar, ristoranti, negozi al dettaglio, parrucchieri e centri estetici, a partire dal 18 maggio.

Come ripartiranno bar e ristoranti

La riapertura dei bar e ristoranti funzionerà così:

I clienti verranno fatti accomodare all’aperto. Sarà questa la linea guida per la riapertura di bar e ristoranti: sfruttare al massimo gli spazi esterni, se ci sono. In ogni caso la capienza dei locali sarà molto limitata, prevedendo almeno uno spazio di quattro metri quadrati a cliente. Se siedono allo stesso tavolo e ci sono i separatori in vetro o plexiglass la distanza tra cliente e cliente potrà essere ridotta anche a un metro e mezzo. La prenotazione sarà altamente consigliata, i buffet completamente aboliti. Le mascherine saranno obbligatorie prima e dopo i pasti, gli esercenti dovranno mettere a disposizione all’interno dei locali prodotti igienizzanti. L’obbligo di mascherine c’è ovviamente per i dipendenti, sia per chi serve che per chi lavora nelle cucine.

Chi resta chiuso

La buona notizia della v non va di pari passo con altre riaperture. Nulla cambia, infatti, per quelle attività ad alto rischio assembramento come:

  • Cinema;
  • Teatri;
  • Concerti;
  • Eventi pubblici e sportivi;
  • Piscine;
  • Palestre.

Gli stabilimenti balneari, infine, dovrebbero ripartire a fine mese e sarà decisivo l’indice R0 rilevato nella settimana tra il 18 e il 25 maggio.

Le seconde case

Il tema delle seconde case è in qualche modo collegato alla riapertura dei bar e ristoranti. Perché si va più spesso a mangiar fuori quando si è in ferie e le secondo case sono la meta delle vacanze di molti italiani. Dal 18 maggio in poi ci si potrà spostare nelle seconde case di proprietà purché siano nella stessa Regione di residenza. Per muoversi in altre Regioni rispetto a quella di residenza bisognerà invece aspettare ancora qualche settimana.

La riapertura dei bar e ristoranti è indubbiamente un buon segnale ma non dobbiamo abbassare la guardia. Continuiamo questo percorso di lotta al Covid-19 insieme come insieme siamo sempre stati con i nostri soci.

 

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