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Sanità A Distanza

“Mantenere almeno un metro di distanza dal prossimo”. Questa è la richiesta del Decreto ma non solo. Là dove non sia strettamente necessario, restare a casa. Ha senso ed è il minimo che possiamo fare tutti. Per facilitare il lavoro degli addetti alla salute che stanno combattendo per noi una battaglia durissima. Il nostro applauso va a loro, che conosciamo bene perché ci abbiamo a che fare da 70 anni. Ma una domanda sorge spontanea: funziona la sanità a distanza?

Soluzioni tecnologiche per la sanità

In queste ore di protratta emergenza Coronavirus in Italia, è sempre più chiara l’esigenza di rendere fattiva ed operativa la sanità a distanza. Esistono, sul piatto, diverse soluzioni tecnologiche che possono aiutare nella cura a distanza. Muoversi al loro interno, però, non è sempre facile perché:

  • l’Italia è ancora un paese indietro della digitalizzazione;
  • il tema della salute ha una sfera di soggettività difficile da catturare nella tecnologia.

Arriva in aiuto il Ministero della Salute che crea e comunica delle linee guida stilate insieme all’Istituto Superiore di Sanità, che contengono un esplicito riferimento all’opportunità di:

effettuare visite virtuali a distanza, con l’obiettivo di ridurre all’essenziale il ricorso all’ambulatorio e i conseguenti rischi di contagio.

Il via libero della Protezione Civile

Sulla sanità a distanza, il 20 marzo la Protezione Civile ha dato il via libera proprio alla procedura di trasmissione via email o con messaggio sul telefono del paziente. Da adesso i medici di famiglia e gli specialisti dovranno sperimentare le potenzialità della sanità digitale ogni giorno. In merito dichiara il Responsabile Area ICT e Centro Studi Nazionale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale Paolo Misericordia:

Le novità stanno per forza di cose imponendosi per cui c’è un cambio di approccio nei confronti del paziente che ormai si sta strutturando su tutti i diversi canali alternativi al contatto personale. Vengono utilizzate tutte le altre infrastrutture, dalle email a WhatsApp, a Skype che anche per questioni connesse alla privacy siamo stati sempre molto attenti a far diffondere, per limitare i rischi.

I casi in cui effettuare una visita a distanza

Per capire ancora meglio come e quando usare la sanità a distanza, riportiamo l’intervento del Vicepresidente della Società Italiana di Medicina Generale Ovidio Brignoli che spiega:

Lo studio medico rimane aperto per tutti quelli che hanno problemi, soprattutto i malati cronici, o problemi acuti ma non correlati con il Covid-19. Tutte le persone che hanno sintomi correlabili al Covid (febbre anche non elevata, debolezza, tosse, malessere, naso che cola, mal di gola, dolori muscolari e ossei, riduzione dell’olfatto e/o del gusto, dolori addominali o diarrea e letargia) non devono recarsi dal medico, nè chiamare i numeri di emergenza ma devono mettersi in contatto con il proprio medico di famiglia con qualsiasi mezzo di comunicazione a distanza. E i medici devono mettersi in testa che chiunque abbia sintomi compatibili con infezione da Covid 19 va considerato come affetto da coronavirus e quindi trattato come tale.

Il profilo delle vittime da Coronavirus

Speriamo che la crescita della sanità a distanza sia esponenziale. Metterebbe le persone ancora più in condizione di rispettare la clausura chiesta dal governo per dare modo agli addetti ai lavori di arginare il contagio.

La dipartita di personaggi illustri come Lucia Bosè conferma i dati sulle vittime da Coronavirus. L’età media è di 70 anni (l’attrice aveva superato gli 80) e per oltre il 60% dei vasi in soggetti con almeno una o più complicanze. Ma ora anche i giovani iniziano ad infettarsi più spesso.

Il fatto che un’icona mondiale sia deceduta non fa piacere ma almeno può servire a far capire a tutti l’importanza dell’operazione di informazione sui rischi del contagio da Coronavirus.

Seguiremo per tutti i nostri soci gli sviluppi della sanità a distanza passo dopo passo. La tecnologia ormai non è esclusiva ma alla portata di tutti. Non conoscerla, non usarla e non trarne vantaggio è un lusso che nessuno si può permettere in un momento storico in cui i morti da Coronavirus hanno già superato le settemila persone.

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