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Vitamina D: Ecco Quali Farmaci Sono Rimborsati E Quali No

Bisogna essere onesti. In Italia ci sono le mode. Ci sono trend di cose che “vanno” e poi non vanno più. Anche la salute non fa eccezione. E così adesso sembra che non si possa vivere senza Vitamina D. Serve davvero? Quanto? Dove si prende? Come? Con quanta frequenza? Ci sono tantissimi quesiti sul tema e noi non possiamo esimerci dall’affrontarlo. Perché operiamo da 70 anni nella sanità per chi fa sanità e alla base di un bravo professionista c’è una corretta e aggiornata informazione.

Il successo della Vitamina D

In questi mesi è salito un tam tam mediatico sulla Viatmina D. La consigliano un po’ per tutti, soprattutto per la donna quando entra in menopausa. In alcuni casi è previsto il rimborso. Si tratta dei farmaci usati per la supplementazione classificati in fascia A, come il colecalciferolo che rappresenta oltre l’80% delle confezioni vendute negli ultimi anni. Adesso però già qualcosa sta cambiando.

Si è registrato un ripensamento critico da parte dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) che ha dichiarato che non c’è indicazione per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, di ictus o di tumori, contro l’infiammazione o la depressione. Non p una cosa da poco. Fino a poco tempo fa questa macro-categoria in dieci anni è diventata un’importante voce di spesa per il sistema sanitario. Secondo l’ultimo rapporto Osmed:

è costata” più di 260 milioni nel 2017 (l’1,2% della spesa complessiva per farmaci), con un aumento del 23% rispetto all’anno precedente. E questo a fronte di evidenze scientifiche spesso deboli e contraddittorie: lo scorso anno una revisione di 81 studi pubblicata su Lancet ha messo in discussione persino la sua utilità negli anziani per quanto riguarda il rischio di fratture.

Ecco la fonte da cui è scaturito il passo indietro dell’Aifa. Stando così le cose è giusto ridefinire chi, tra le persone adulte, potrà avere il rimborso dei farmaci a base di vitamina D e chi no.

Il rimborso della Vitamina D

Un primo chiarimento su chi può richiedere il rimborso di farmaci a base di Vitamina D arriva dalla nuova nota 96. Al suo interno sono escluse tutte le prescrizioni per malattie che non hanno a che fare con le ossa. Nonostante il meccanismo di base che c’è dietro a questa vitamina.

La Vitamina D, infatti, è un ormone che controlla il metabolismo del calcio e del fosforo. Quando scende sotto un certo valore, innesca una reazione che porta all’aumento di un altro ormone, il paratormone, che ha la funzione di ‘richiamare’ il calcio dalle ossa. E’ sulla base di questo valore che sono stati stabiliti i livelli soglia e le dosi sicure da somministrare per la salute delle ossa, che non comportano rischi di ipercalcemia e intossicazione.

Sarà invece garantito totale rimborso alle seguenti categorie:

  • gli anziani che vivono nelle strutture socio-sanitarie;
  • le donne in gravidanza o in allattamento;
  • le persone con osteoporosi o osteopatia in cui non è indicata una terapia per evitare fratture;
  • chi ha alcune malattie come insufficienza renale, linfomi e tumori metastatici;
  • i pazienti con malattie che possono causare un malassorbimento della vitamina D, o che usano farmaci che interferiscono con il suo metabolismo (per esempio cortisone in alte dosi, antiepilettici, antiretrovirali);
  • chi ha osteoporosi ed è in cura con una farmaco per evitare fratture;
  • chi ha i sintomi tipici della carenza di vitamina D come forte stanchezza e debolezza muscolare, dolori alle ossa, frequenti cadute immotivate e valori nel sangue molto bassi (meno 20 nanogrammi per millilitro di sangue).

La materia sulla Vitamina D è in forte aggiornamento. Come detto in apertura, il tema è caldo ed è tutt’altro che definito. Noi teniamo alla salute dei nostri soci per cui faremo di tutto per tenerli aggiornati anche su quest’argomento. Ma non ci fermiamo qua.

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